PIANO GIOVANI DI ZONA della Valle del Chiese

Per un futuro migliore
farfalla

Iniziative

05 giu 2010
PERCORSO DI FORMAZIONE “PRO YOUTH”

Il percorso formativo si articola in fasi successive e logicamente interrelate l’una con l’altra che si svilupperanno lungo 2 giorni (16 ore) di formazione intensiva.

Il corso alterna fasi di formazione con metodologie informali e non formali, con altre che utilizzano metodologie più didattiche. Ciò per creare un giusto equilibrio tra le due modalità di insegnamento.

Le fasi si articolano sui tre pilastri che reggono la base teorica di Pro Youth:

• Io sono – lavoro sull’identità personale;

• Noi siamo – lavoro sull’identità di gruppo (che sarà il focus principale della formazione, visto che si ritiene essere un punto chiave per lo sviluppo del progetto);

• Noi agiamo – lavoro sull’attivazione del gruppo;

L’obiettivo del corso è quello di realizzare un percorso che permetta di riflettere su se stessi, sulle proprie motivazioni e capacità, sul gruppo e sulla relazione con gli altri e la comunità, pensando a come attivarsi successivamente per continuare il proprio lavoro nel sociale, anche in maniera autonoma.

PROGRAMMA:

I MODULO

Sabato 5 giugno 2010 presso la Facoltà di Sociologia, Via Verdi 26 – Trento – AULA 10 ore 09.00 -09.15:

Dott. Giorgio Massignani, Direttore del Centro Servizi per il Volontariato (CSV) della provincia di Trento.

 

Introduzione: “Il ruolo del CSV nell’attivazione del volontariato giovanile”.

 

ore 09.15 -13.15: Dott. Giulio Vanzan e dott.sa Laura Fantozzi, formatori dell’Istituto Internazionale per lo Sviluppo della Cittadinanza (IIDAC)

 

Esercizi di de-meccanizzazione corporea e mentale ispirati al teatro dell’oppresso;

Percorso pratico sulla fiducia, l’empatia, la maschera sociale e la coesione del gruppo;

Lo sviluppo di comunità come sviluppo umano sostenibile, teorie ed esperienze;

 

Pausa pranzo con buffet

 

ore 14.15 -18.00 : L’assertività: la capacità di un individuo di muoversi all’interno di un contesto relazionale riuscendo a mantenere il proprio equilibrio;

Una visione diversa delle cose, nuove prospettive per lo sviluppo umano a partire dal quotidiano.

 

II MODULO:

Sabato 12 giugno 2010 presso la Facoltà di Sociologia, Via Verdi 26 – Trento – AULA 10 ore 09.00-13.00

Dott. Giluio Vanzan e dott. Francesco Sbardellati, formatori dell’Istituto Internazionale per lo Sviluppo della Cittadinanza (IIDAC)

I simboli e le immagini nell’analisi dei conflitti e dello sviluppo, attraverso il teatro immagine;

La pedagogia sociale di Paulo Freire: dalla coscientizzazione all’azione trasformatrice;

 

Pausa pranzo con buffet

 

ore 14.00-18.00 Teorie e tecniche di locus of control: dall’impossibilità alla presa di potere: l’empowerment;

I conflitti come ambienti di apprendimento e di sviluppo;

Case history di percorsi di sviluppo umano partecipato;

Ideazione e accompagnamento per la realizzazione di un progetto.

 

Concetti chiave del Percorso Formativo

 

ASSERTIVITÀ': è la capacità di un individuo di muoversi all'interno di un contesto relazionale riuscendo ad evitare la trappole della passività e dell'aggressività mantenendo un comportamento equilibrato. Tale comportamento (assertivo) consiste nell'espressione dei propri punti di vista, delle proprie emozioni, dei propri sentimenti affermando se stessi all'interno del gruppo e, se necessario, difendendosi. L'assertività promuove l'autostima, la comunicazione, e la sicurezza nelle proprie capacità.

LOCUS OF CONTROL: Ogni individuo posto di fronte ad una difficoltà, ad un insuccesso o ad un problema può assumere due diversi atteggiamenti. Il primo, chiamato "external" vede la causa del problema esternamente alla persona e perciò al di fuori del proprio controllo. Questo tipo di atteggiamento porta l'individuo al senso di frustrazione, di impotenza e quindi all'apatia. Il secondo chiamato "internal" cerca la causa del problema all'interno della persona, quindi l'individuo ha la sensazione di poter fare qualcosa. E' questo tipo di visione del problema che vogliamo inspirare nei ragazzi in quanto produce assunzione di responsabilità e desiderio di cambiamento. Il problema viene visto come una sfida che mi permette di diventare più forte e di raggiungere le mie mete.

PROGETTAZIONE E SVILUPPO DI COMUNITÁ: La progettazione per lo sviluppo umano è basata sul processo di dialogo tra attori, è un percorso da fare con la gente e non solo per la gente. Questa peculiarità (ben teorizzata dai teorici post-modernisti, dell’educazione liberatrice e della psicologia di comunità) deve essere ben analizzata e compresa, per realizzare progetti ed azioni in un’ottica di empowerment.

Durante questa fase, che verrà riproposta durante tutti e tre i giorni di formazione, saranno sviluppati, anche da un punto di vista teorico, le idee dell’analisi sociale per lo sviluppo di comunità, della pedagogia dello sviluppo sociale, e dell’empowerment di gruppo.

Saranno anche analizzati delle case story significative e discusse col gruppo di lavoro.

DEMECCANIZZAZIONE: per ragionare individualmente ed in gruppo sul come siamo prigionieri dei nostri schemi. Augusto Boal, ideatore del teatro dell’oppresso, sostiene che il nostro corpo é “meccanizzato” all’interno di schemi di movimento e di azione che sono socialmente condizionati. Lo spazio che noi usiamo per muoverci, gli organi di movimento e la qualità dei movimenti che facciamo sono condizionati da regole non scritte, imposte dalla cultura. Questa incapacità di essere liberi di muoverci, influenza fortemente la capacità di pensare liberamente. Un esempio di questo fenomeno è ben rappresentato dal film “Tempi Moderni” di C. Chaplin.

FIDUCIA: la seconda parte del programma formativo si concentrerà sulla fiducia, in se stessi e negli altri. Qui si lavorerà con giochi-esercizi cooperativi; la fiducia reciproca è il primo passo per creare un gruppo forte e coeso.

In questa parte sarà affrontato il tema dell’assertività, come capacità di affrontare relazioni interpersonali in maniera matura.

SINTONIA: intesa come capacità del gruppo di “muoversi assieme”. Un concetto vicino a questo è l’empatia, la capacità di relazionarsi a livello profondo, “di cuore”, tra persone.

Questa parte, che completa logicamente quella sulla fiducia, sarà caratterizzata da esercizi in gruppo e a coppie e da una spiegazione frontale.

UNA VISIONE DIFFERENTE DELLE COSE: “Esistono tante cose in una cosa sola, se il fine è la trasformazione. Ma nessuna in tutte le cose, se il fine non é questo” (Bertold Brecht).

Questa parte lavorerà principalmente sulla capacità di vedere molte cose in una cosa sola, nel dare nuovi significati all’esistente, nel vedere ciò che ad una prima apparenza non si nota. Questo per conoscersi meglio, per conoscere meglio l’altro e per conoscere meglio la realtà attorno. Ciò è di particolare importanza in un ambiente multi-etnico e sociologicamente complesso come quello che caratterizza la società del nord Italia in questo periodo storico.

TEATRO IMMAGINE: il teatro immagine è una tecnica del teatro dell’oppresso che permette di teatralizzare le varie situazioni della vita, a partire dalle stesse immagini corporee. Questa tecnica permette di analizzare profondamente le dinamiche individuali e collettive e di ragionarci assieme.

I CONFLITTI: Pat Patford nel suo modello definisce il conflitto come ogni situazione nella quale “Io voglio - tu non vuoi”. Ciò si presenta ogni volta che esiste una relazione tra almeno due persone. Il conflitto di per sè è sano, salutare per la relazione, ma, se inserito in uno schema di potere “alto - basso” (Patford), può diventare causa di violenza e oppressione. Il modulo tratterà del tema dei conflitti nella relazione interpersonale e nella società, analizzando le diverse situazioni conflittuali e cercando metodi di risoluzione partecipativa, preferibilmente nonviolenta.

PROGETTAZIONE PARTECIPATA: L’ultima parte del corso sarà focalizzata sulla progettazione di azioni sociali sul territorio, in un’ottica d’impresa sociale, per l’inserzione attiva e democratica in società. Il modello teorico di riferimento sarà il project cycle management, che verrà approcciato durante la formazione e verrà poi sviluppato più approfonditamente negli altri percorsi formativi del CSV.

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PER PARTECIPARE CONTATTA IL 347 0550027 - andreas.fernandez@gmail.com

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