Provincia Autonoma di Trento
Politiche Giovanili

Metodo di lavoro

Il metodo di lavoro si basa sulla concertazione fra istituzioni locali, società civile, mondo giovanile, Consorzio dei Comuni ed assessorato provinciale competente. In particolare:

a) i Comuni interessati individuano:

-         un Comune ovvero un Comprensorio capofila che funge da responsabile del Piano;

-         soggetti presenti sul territorio, per farli partecipare al Tavolo del Confronto e della Proposta;

-         un referente tecnico-organizzativo del piano, che supporta il tavolo nella sua operatività.

 

a1) Fanno eccezione i Comuni con un numero di abitanti superiore alle 15.000 unità, i quali possono attivare un piano per il rispettivo territorio senza doversi collegare ad altri enti locali.

I Comuni con più di 30.000 abitanti possono attivare più piani, aggregando almeno 2 circoscrizioni per ciascuno di essi.

 

b) La Provincia:

-         mette a disposizione la propria struttura per suggerimenti, assistenza tecnica e supporto;

-         verifica che la progettualità proposta nei piani sia coerente con gli orientamenti provinciali.

 

Il Tavolo di Confronto e della Proposta non svolge un’azione di coordinamento delle iniziative a favore del mondo giovanile di tutto il territorio interessato dal piano giovani, ma costituisce uno strumento di dialogo e proposta che risponde esclusivamente delle azioni promosse dal tavolo stesso e raccolte nel piano.

In un contesto territoriale culturalmente e geograficamente omogeneo, al fine di sviluppare con ulteriore efficacia ed efficienza gli ambiti di attività, i piani giovani di zona che insistono sul territorio summenzionato hanno la facoltà di attivare un piano di coordinamento plurizonale, composto dai referenti istituzionali dei singoli piani e dall’assessore comprensoriale competente per materia. I componenti del tavolo di coordinamento nominano, in occasione della prima riunione, il presidente del tavolo stesso.